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Blog/IRPEF 2026: Nuove Aliquote, Chi Risparmi
Fiscale & P.IVA7 min di lettura5 aprile 2026

IRPEF 2026: Nuove Aliquote, Chi Risparmia e di Quanto

La Legge di Bilancio 2026 riduce la seconda aliquota IRPEF dal 35% al 33% per redditi tra 28.000 e 50.000 euro. Calcola quanto risparmi.

Cosa cambia con le aliquote IRPEF nel 2026

Con la Legge di Bilancio 2026 (Legge n. 199 del 30 dicembre 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale), l'Italia riduce la pressione fiscale sul ceto medio attraverso una modifica strutturale delle aliquote IRPEF. La novità principale: il secondo scaglione di reddito passa dal 35% al 33%. Due punti percentuali che, su base annua, possono significare centinaia di euro in più in busta paga o nella dichiarazione dei redditi.

La riforma fa parte di un percorso pluriennale di revisione dell'IRPEF avviato con la delega fiscale del 2023 e porta il risparmio totale stimato per lo Stato a circa 2,8 miliardi di euro annui di minori entrate — tutto a beneficio dei contribuenti.

I nuovi scaglioni IRPEF 2026

Ecco la struttura aggiornata degli scaglioni IRPEF in vigore dal 1° gennaio 2026:

  • Fino a 28.000 euro: aliquota 23% (invariata)
  • Da 28.001 a 50.000 euro: aliquota 33% (prima era 35% — risparmio massimo 440 €/anno)
  • Oltre 50.000 euro: aliquota 43% (invariata)

La riduzione interessa esclusivamente il tratto di reddito compreso tra 28.000 e 50.000 euro. Chi ha un reddito inferiore a 28.000 euro non ne beneficia direttamente (le aliquote del primo scaglione non sono cambiate). Chi supera i 50.000 euro beneficia del risparmio massimo di 440 euro sulla quota di reddito tra 28.000 e 50.000 euro, ma non oltre.

Quanto si risparmia concretamente?

Il calcolo è semplice: la riduzione di 2 punti percentuali si applica sulla parte di reddito che supera i 28.000 euro, fino a un massimo di 22.000 euro (lo scaglione completo). Ecco alcuni esempi pratici:

  • Reddito 30.000 €: risparmio di 2% × 2.000 € = 40 €/anno (circa 3,3 €/mese)
  • Reddito 35.000 €: risparmio di 2% × 7.000 € = 140 €/anno (circa 11,7 €/mese)
  • Reddito 40.000 €: risparmio di 2% × 12.000 € = 240 €/anno (circa 20 €/mese)
  • Reddito 45.000 €: risparmio di 2% × 17.000 € = 340 €/anno (circa 28,3 €/mese)
  • Reddito 50.000 € o superiore: risparmio massimo di 2% × 22.000 € = 440 €/anno (circa 36,7 €/mese)

Attenzione: per i redditi superiori a 200.000 euro la norma prevede una riduzione forfetaria di 440 euro sulle detrazioni al 19% (escluse le spese sanitarie), che compensa parzialmente il beneficio ottenuto con la nuova aliquota. In pratica, per i redditi molto elevati il vantaggio netto si riduce sensibilmente.

Chi beneficia della riduzione

La riduzione al 33% del secondo scaglione riguarda tutte le categorie di contribuenti che dichiarano un reddito complessivo superiore a 28.000 euro:

  • Lavoratori dipendenti: il beneficio si vede direttamente in busta paga, con una riduzione delle ritenute IRPEF operate dal datore di lavoro a partire da gennaio 2026
  • Pensionati: la riduzione si applica anche ai redditi da pensione che superano la soglia di 28.000 euro annui
  • Professionisti e autonomi (regime ordinario): il risparmio si concretizza in sede di dichiarazione dei redditi, con minori acconti e saldo IRPEF per l'anno d'imposta 2026
  • Partite IVA in regime ordinario: stesso trattamento dei professionisti — la riduzione opera sul reddito netto da lavoro autonomo

Chi è in regime forfettario non è interessato direttamente da questa modifica, perché il regime forfettario prevede un'imposta sostitutiva dell'IRPEF (5% o 15%) che non segue gli scaglioni ordinari.

Il regime forfettario nel 2026: le altre novità

Per le partite IVA in regime forfettario, le principali novità del 2026 riguardano invece:

  • Soglia ricavi confermata a 85.000 euro: il limite di accesso al forfettario rimane invariato
  • Soglia reddito dipendente alzata a 35.000 euro: chi ha anche un reddito da lavoro dipendente o assimilato può restare nel forfettario fino a 35.000 euro lordi (prima era 30.000 euro) — una misura che amplia la platea di chi può cumulare lavoro dipendente e partita IVA forfettaria
  • Nuovo modello comunicazione franchigia IVA transfrontaliera: dal 1° aprile 2026 è previsto un nuovo modello per la comunicazione trimestrale relativa al regime transfrontaliero di franchigia IVA per chi opera in più Paesi UE

Cosa significa per la tua busta paga

Se sei un lavoratore dipendente con reddito tra 28.000 e 50.000 euro, il tuo datore di lavoro avrebbe già dovuto adeguare le ritenute IRPEF applicate in busta paga a partire da gennaio 2026. Se noti che la variazione non è avvenuta o vuoi verificare il calcolo, puoi controllare il cedolino paga confrontando il totale dell'IRPEF trattenuta con quello dell'anno precedente.

Hai dubbi su come leggere la tua busta paga o vuoi capire se il calcolo è corretto? Consulta la nostra guida Come leggere la busta paga.

Cosa fare se sei un libero professionista

Se sei un professionista o un autonomo in regime ordinario, la riduzione al 33% del secondo scaglione si traduce in un risparmio concreto che vedrai al momento del versamento degli acconti IRPEF (giugno/novembre 2026) e del saldo nella dichiarazione dei redditi 2027 per l'anno d'imposta 2026.

Ricorda che una corretta pianificazione fiscale — specialmente se hai un reddito variabile — richiede di tenere aggiornata la documentazione contrattuale: contratti in regola, preventivi firmati e lettere d'incarico proteggono sia il tuo reddito dichiarato sia i tuoi diritti in caso di controversie. Su LegalePronto puoi generare in pochi minuti un contratto di prestazione d'opera, un preventivo professionale o una lettera d'incarico conformi alla normativa italiana vigente.

Fonti

Le informazioni riportate in questo articolo si basano su fonti ufficiali e autorevoli: la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (Legge n. 199/2025), il Ministero dell'Economia e delle Finanze, e l'Agenzia delle Entrate. Per situazioni specifiche si consiglia sempre di consultare un commercialista o un consulente fiscale.

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