Cosa entra in vigore il 9 aprile 2026
Il 9 aprile 2026 entra in vigore la Legge 17 marzo 2026, n. 36, la cosiddetta Legge di Delegazione Europea 2025. Si tratta di una legge-delega: non cambia direttamente le regole, ma autorizza il Governo italiano ad adottare — nei prossimi 3-12 mesi — i decreti legislativi necessari per recepire una serie di direttive e regolamenti dell'Unione europea. Tra i temi più rilevanti per aziende e professionisti: protezione dei dati personali, cybersecurity e Cyber Resilience Act.
In pratica, il Parlamento ha tracciato la mappa e dato i poteri al Governo. Ora i decreti attuativi devono arrivare entro i termini fissati. Chi gestisce dati personali o produce/distribuisce prodotti digitali deve cominciare a prepararsi adesso.
Cyber Resilience Act: obblighi per chi vende prodotti digitali
La novità più impattante per le imprese è il recepimento del Cyber Resilience Act (CRA), il nuovo regolamento europeo sulla sicurezza dei prodotti digitali. Il principio è semplice ma rivoluzionario: ogni prodotto con componenti digitali — da un router a un'app, da un software gestionale a un dispositivo IoT — deve soddisfare requisiti minimi di sicurezza informatica prima di poter essere messo in commercio.
Chi è coinvolto? Tre categorie di operatori economici:
- Produttori: devono progettare e sviluppare il prodotto rispettando i requisiti di sicurezza, garantire aggiornamenti di sicurezza per tutta la vita utile del prodotto e notificare le vulnerabilità attivamente sfruttate all'ACN (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale)
- Importatori: devono verificare che i prodotti che introducono sul mercato italiano rispettino il CRA prima di immetterli in commercio
- Distributori: devono fare le opportune verifiche e non distribuire prodotti non conformi
NIS2 e il coordinamento con la normativa nazionale
La legge delega prevede anche che il Governo coordini la normativa nazionale con la Direttiva NIS2, già recepita in Italia con il D.Lgs. 138/2024. La NIS2 obbliga migliaia di aziende italiane — nei settori considerati critici come energia, trasporti, banche, infrastrutture digitali, sanità — a dotarsi di misure di sicurezza informatica robuste e a notificare gli incidenti significativi all'ACN entro 24-72 ore.
Il coordinamento richiesto dalla nuova legge mira a evitare sovrapposizioni e antinomie tra i diversi strumenti normativi: NIS2, CRA e il Perimetro di Sicurezza Nazionale Cibernetica devono formare un sistema coerente.
Protezione dei dati: cosa potrebbe cambiare per le aziende
Sul fronte GDPR, la delegazione europea 2025 prevede alcune novità attese sul piano della protezione dei dati personali, tra cui:
- Limiti all'accesso delle forze dell'ordine ai dispositivi elettronici dei privati, con garanzie più stringenti per i diritti degli interessati
- Rafforzamento delle tutele nelle attività di profilazione e trattamento automatizzato
- Potenziamento dei poteri e delle risorse dell'ACN in materia di vigilanza, controllo e certificazione della conformità
I decreti attuativi determineranno l'impatto concreto sulle imprese. Tuttavia, le aziende che già oggi hanno una privacy policy aggiornata e conforme al GDPR saranno in posizione migliore per adeguarsi rapidamente.
Il ruolo dell'ACN: un interlocutore sempre più centrale
Un elemento comune a tutte le novità introdotte dalla delega è il ruolo crescente dell'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), che diventa il punto di riferimento unico per notifiche di incidenti, certificazione della conformità dei prodotti digitali e vigilanza sul rispetto delle nuove norme. Le aziende devono sapere chi è il loro referente in caso di incidente informatico: l'ACN è raggiungibile tramite il portale ufficiale acn.gov.it.
Cosa fare adesso: 4 passi pratici
Anche se i decreti attuativi non sono ancora arrivati, ci sono azioni concrete che le aziende possono avviare subito:
- 1. Verificare la conformità GDPR: la privacy policy del proprio sito deve essere aggiornata, chiara e conforme al Regolamento UE 2016/679. Se non lo è, è il momento di adeguarla
- 2. Mappare i fornitori di prodotti digitali: chi usa software, dispositivi IoT o app di terze parti deve verificare se questi soggetti saranno soggetti al Cyber Resilience Act
- 3. Valutare l'applicabilità della NIS2: se l'azienda opera in uno dei settori critici, verificare se rientra nel perimetro NIS2 e iniziare l'iter di registrazione presso l'ACN
- 4. Redigere o aggiornare gli accordi di riservatezza: nei contratti con fornitori, consulenti e collaboratori che trattano dati aziendali, è essenziale avere clausole di riservatezza aggiornate alle nuove norme
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Fonti
Le informazioni riportate si basano sulla Gazzetta Ufficiale (Legge 17 marzo 2026, n. 36), sul portale Federprivacy, su INSIC e sull'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale. Per applicazioni specifiche al proprio contesto aziendale, si raccomanda il supporto di un consulente privacy o di un avvocato specializzato in diritto digitale.
