Vuoi lasciare il lavoro? Ecco cosa devi sapere prima di fare qualsiasi cosa
Dare le dimissioni in Italia non è più semplice come scrivere una lettera e consegnarla al capo. Dal 2016, le dimissioni volontarie devono essere comunicate telematicamente tramite il portale del Ministero del Lavoro. La lettera cartacea da sola non ha valore legale. Però serve comunque, e tra poco ti spiego perché.
I due passaggi obbligatori
Passaggio 1: la lettera al datore di lavoro. Non è obbligatoria per legge, ma è una questione di correttezza professionale e, soprattutto, serve a comunicare la data dell'ultimo giorno di lavoro. La mandi al tuo responsabile (o all'ufficio HR), indicando la data in cui intendi cessare il rapporto.
Passaggio 2: la comunicazione telematica. Vai su servizi.lavoro.gov.it, accedi con SPID o CIE, e compili il modulo di dimissioni online. Questo è l'atto che ha valore legale. Senza questo passaggio, le dimissioni non esistono. Puoi anche farlo tramite un patronato o un CAF se non te la senti di farlo da solo.
I tempi di preavviso: non puoi andartene domani
Il preavviso è obbligatorio, e la durata dipende dal tuo CCNL (contratto collettivo nazionale di lavoro), dal tuo livello di inquadramento, e dall'anzianità di servizio. Qualche esempio:
- Commercio — IV livello, fino a 5 anni: 20 giorni di calendario. Oltre 10 anni: 45 giorni.
- Metalmeccanico — Impiegati, fino a 5 anni: 2 mesi. Operai: 10 giorni lavorativi.
- Pubblico impiego — Varia, ma in genere 30-60 giorni.
- Studi professionali — III livello: 20 giorni. IV livello: 15 giorni.
Se non rispetti il preavviso, il datore può trattenerti un importo equivalente dalla busta paga finale. Si chiama indennità sostitutiva del preavviso e non è uno scherzo — possono essere centinaia o migliaia di euro.
Il diritto di ripensamento: hai 7 giorni
Una cosa che pochi sanno: dopo aver inviato le dimissioni telematiche, hai 7 giorni per revocarle. Sempre dallo stesso portale. Se ti penti, o se il capo ti fa una controfferta che ti convince, puoi tornare indietro senza conseguenze.
Cosa scrivere nella lettera
La lettera deve essere breve e professionale. Niente sfoghi, niente lamentele, niente "finalmente me ne vado". Il mondo è piccolo e le referenze contano. Scrivi:
- I tuoi dati e quelli dell'azienda
- La volontà di rassegnare le dimissioni
- La data dell'ultimo giorno di lavoro (calcolata col preavviso)
- Un ringraziamento generico per l'esperienza (costa zero e fa buona impressione)
Genera la tua lettera di dimissioni con LegalePronto
Con LegalePronto inserisci i tuoi dati, il CCNL applicato, e il sistema calcola automaticamente il preavviso e genera una lettera formale e corretta. Poi devi comunque fare la procedura telematica su servizi.lavoro.gov.it — quella non te la può risparmiare nessuno.
